Banche dati protestati
La banca dati dei protesti elevati o dei cattivi pagatori residenti sul territorio italiano, è consultabile attraverso il Registro Informatico dei Protesti tenuto dalle Camere di Commercio. L'indagine nella banca dati protesti permette di individuare la presenza di protesti, cambiali, tratte accettate, assegni, a carico di un soggetto insolvente. Il Registro Informatico dei Protesti (generalmente definito Elenco Protesti o Bollettino Ufficiale dei Protesti), si sviluppa con lo scopo di raggiungere un'ampia diffusione, completa e tempestiva, dei dati dei soggetti protestati a maggiore tutela del coretto svolgimento dei rapporti commerciali e finanziari.
La Legge n° 235/2000 e il Decreto del Ministero delle Attività Produttive n° 316/2000 hanno dato attuazione al Registro Informatico dei Protesti incaricando le Camere di Commercio della pubblicazione ufficiale degli elenchi dei protesti. Il Registro Informatico dei Protesti prende il posto della diffusione cartacea dell'elenco dei soggetti che sono stati protestati per mancato pagamento e assicura la doverosa trasparenza per evitare a privati e imprenditori brutte sorprese garantendo maggiori certezze riguardo la scelta dei propri interlocutori finanziari.
Il Registro Informatico dei Protesti include i dati che riguardano:
- I protesti per mancato pagamento di cambiali, di vaglia cambiari e di assegni bancari.
- Le dichiarazioni emesse dalle stanze di compensazione.
- Le dichiarazioni di rifiuto di pagamento di cambiali e di vaglia cambiari.
Gli ufficiali incaricati alla levata del protesto devono inoltrare, alla metà o alla fine di ogni mese, al Presidente della Camera di Commercio ed al Presidente del Tribunale della circoscrizione l'elenco dei protesti levati. E' possibile richiedere di inserire nell'elenco dei protestati anche le motivazioni per cui si è elevato il protesto (mettete il caso di un protesto elevato non per insolvenza ma a causa di un assegno smarrito). Nell'elenco trasmesso alla Camera di commercio, e che la stessa provvederà ad inserire nel Registro informatico dei protesti, devono essere specificati il tipo di titolo di credito che è stato protestato, nonché l'eventuale data di scadenza. Sul Registro dei protesti verrà inoltre indicato l'importo del titolo che è stato protestato e le motivazioni. I dati del Registro sono conservati per 5 anni dalla data di iscrizione, salvo cancellazioni o sospensioni disposte prima. Nonostante lo scopo principale del Registro Informatico dei protesti sia quello di dare la giusta pubblicità ai nominativi dei soggetti protestati, l'entrata in vigore della legge sulla privacy ha sollevato un problema di fondo in merito alla cancellazione dei dati di coloro che sono stati riabilitati. Il Garante della Privacy ha deciso che in caso di cancellazione dal Registro Informatico dei protesti è doveroso occuparsi della cancellazione dei dati anche da ogni altra banca dati parallela che sia consultabile da terzi. Il pubblico cittadino può accedere al Registro Informatico dei Protesti grazie ai terminali delle Camere di Commercio, appurando l'esistenza di protesti a carico di soggetti indirizzandosi all'Ufficio Protesti di ogni Camera di Commercio. Il servizio ha un costo, che varia a seconda delle informazioni e dei risultati della ricerca, e va dai 2,00€ per la sola visura di un nominativo, ad un massimo di 8,00€ per la procedura di cancellazione. Il Registro è consultabile anche da Internet grazie al servizio interattivo Telemaco, che consente agli utenti registrati (Studi professionali, Associazioni territoriali o Agenzie di pratiche) di effettuare tutti gli adempimenti amministrativi verso le Camere di Commercio. A partire dall'anno 2000 è possibile essere cancellati dal Registro Protesti, dopo aver sanato la posizione che ha portato il soggetto alla levata del protesto, ricorrendo all'aiuto di aziende specializzate nella cancellazione protesti.